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Economia e Diritto: le risorse del mare
Tra le risorse economiche del mare, le piu' importanti sono rappresentate dagli idrocarburi (gas naturale e petrolio), ottenibili mediante perforazione ed estrazione dalla piattaforma continentale. L'attivita' di trivellazione sottomarina, iniziata da relativamente poco tempo, si e' fatta sempre piu' intensa e la produzione da impianti offshore raggiunge quantita' di rilievo. e' probabile che in futuro si riuscira' a realizzare sistemi economici di sfruttamento dei giacimenti di gas e di petrolio presenti, a livelli piu' profondi, nella scarpata e nello zoccolo continentali. Sempre nella piattaforma continentale e' stata accertata la presenza di vasti depositi di stagno, titanio, fosforo ecc.; ma, al momento, i costi associati alla prospezione e allo sfruttamento di queste risorse sono piu' elevati di quelli corrispondenti alle risorse terrestri. Un'altra immensa ricchezza del mare e' quella rappresentata dai noduli polimetallici giacenti sui fondali oceanici profondi: tali noduli (dalle dimensioni di qualche centimetro e disposti in strati di alcuni metri di spessore) contengono manganese e ferro, spesso associati a discrete quantita' di nichel, titanio, rame e cobalto: oggi non e' ancora possibile la loro coltivazione mineraria in quanto le tecniche estrattive disponibili non sono applicabili alle profondita' in cui essi si trovano. La stessa impossibilita' vale anche per i depositi di solfuri polimetallici, scoperti di recente sul fondo marino. E' iniziata, invece, l'estrazione da depositi marini su scala commerciale di sabbia e ghiaia da utilizzare come materiali da costruzione.<br>
Il diritto distingue il mare in: libero (alto mare), territoriale, acque interne o nazionali. L'alto mare e' sottratto alla sovranita' di qualsiasi nazione. In proposito l'art. 2 della Convenzione di Ginevra stabilisce: Poiche' l'alto mare e' aperto a tutte le nazioni, nessuno Stato puo' legittimamente pretendere di sottometterne una qualsiasi parte alla sua sovranita'. Le liberta' dell'alto mare si esercitano alle condizioni che pongono i presenti articoli e secondo le altre regole del diritto internazionale. S'intende per mare territoriale una certa fascia del mare che si trova adiacente alle coste. In passato l'ampiezza del mare territoriale era pari alla gettata massima di un cannone, attualmente l'estensione della zona di mare soggetta alla sovranita' dello Stato e' di 6 miglia marine lungo le coste insulari e continentali dello Stato. Tale estensione si misura dalla linea costiera segnata dalla bassa marea. Il mare interno o nazionale e' la fascia di acque che risulta determinata dal tracciato della linea costiera e dalla linea base del mare territoriale tutte le volte che questa seconda linea, che e' tracciata artificialmente, si discosta dalla prima. La disciplina di queste acque interne o nazionali e' identica a quella che lo Stato ha sul proprio territorio in senso stretto.
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