Villa Saint Tropez

Villa Saint Tropez Francia Costa Azzurra
 

Ecologia del mare
I problemi ecologici del mare sono stati affrontati dalla Conferenza dell' O.N.U. su ambiente e sviluppo tenutasi nel 1992 a Rio de Janeiro, nell'ottica dello sviluppo sostenibile. Uno dei documenti fondamentali della Conferenza, l'Agenda 21, dedica alla protezione degli oceani, dei mari e al razionale uso delle loro risorse un capitolo costituito di 137 paragrafi che indica le seguenti finalita' prioritarie: evitare alterazioni negli ecosistemi; proteggere gli ambienti ecologicamente fragili; salvaguardare le specie viventi; elaborare politiche in favore dei Paesi sottosviluppati, assicurare alle generazioni future la disponibilita' delle risorse marine. Sul mare, infatti, si concentra una serie numerosissima e complessa di usi che ricadono con la massima intensita' sulle aree costiere, ma i cui effetti rischiano di estendersi sempre piu' ampiamente all'intero ecosistema oceanico: essi vanno dalle strutture portuali alla navigazione; operata da vettori la cui portata media e' molto cresciuta con il conseguente aumento esponenziale dell' impatto ambientale; dallo sfruttamento delle risorse energetiche (idrocarburi, con impianti offshore; fonti rinnovabili, come l'energia delle maree) e minerarie allo scarico di materiali solidi e liquidi, pretrattati o meno; dalla difesa militare alla ricerca scientifica; dall'uso del tempo libero alla strutturazione del waterfront, ovvero dell'interfaccia terra-mare (bonifiche litoranee, edificazione a scopo residenziale o ludico, opere di protezione delle spiagge, dighe foranee e pontili, oltre alle strutture portuali vere e proprie, anche specializzate in funzione turistica); dallo sfruttamento delle risorse biologiche (pesca, acquacoltura) alla loro conservazione. I processi di urbanizzazione e industrializzazione costiera, particolarmente accelerati durante la rivoluzione industriale e fino ai primi anni Ottanta del sec. XX, hanno fatto ipotizzare la formazione di una ecumene marittima, in cui si sarebbe riversata gran parte della popolazione e delle attivita' economichedel pianeta. Le ripetute crisi economiche e le innovazioni tecnologiche, mettendo in discussione il modello di sviluppo fondato sulla polarizzazione e la grande dimensione agglomerativa, hanno forse allontanato, se non dissipato, tale scenario, suggestivo quanto carico di pericolosi squilibri. In alcune aree emergenti che affrontano solo ora la fase di decollo industriale, la tendenza verso gli sbocchi marittimi permane tuttavia forte: per esempio, nel caso della Cina, la creazione di Zone economiche speciali nelle aree litoranee ha nuovamente sbilanciato il modello insediativo, per un certo periodo rivolto alla valorizzazione delle regioni interne. Nei Paesi a economia matura, invece, e particolarmente nelle facciate atlantiche, sia statunitense sia europea, il recupero di aree portuali dismesse ha generato importanti progetti di ristrutturazione urbana, volti alla conservazione dei manufatti di archeologia industriale e alla nuova fruizione degli spazi da parte delle collettivita' locali.